Da “La Repubblica” Genova, 13 luglio

Renato Venturelli

Bruno Torri (1932-2026)

Si è spento a Roma Bruno Torri, 94 anni, genovese, decano dei critici cinematografici italiani, grande organizzatore culturale che per oltre settant’anni ha combattuto la sua battaglia per un cinema nuovo, di ricerca e sperimentazione. Torri era nato a Genova nel 1932 e si era formato nell’ambiente cittadino degli anni ’50, prima guidando il Centro Universitario Cinematografico (CUC) e battendosi per far istituire una cattedra di storia del cinema all’università, poi lavorando al fianco di Padre Arpa in quell’incredibile fucina di idee e di talenti che fu il Colombianum. Proprio con Padre Arpa ebbe l’incarico di segretario della Rassegna del cinema latino-americano svoltasi dal 1960 al 1963 a Santa Margherita e Sestri Levante: una manifestazione pionieristica che tra i suoi tanti meriti ebbe anche quello di tenere a battesimo il cinema nôvo brasiliano, salvando fisicamente le copie dei film che i militari al potere volevano distruggere. Come ha ricordato qualche anno fa Nelson Pereira Dos Santos, quelle pellicole che i generali cercavano affannosamente in Brasile si trovavano invece a Genova per la Rassegna, e da qui vennero caricate in auto per essere trasportate a Parigi, dove ottennero la definitiva consacrazione mondiale. Dopo quella straordinaria esperienza formativa, Torri partì poi per Roma, e insieme a Lino Micciché diede vita alla Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro, dove presentare film di autori di tutto il mondo in contrapposizione all’ufficialità e alle passerelle della Mostra di Venezia.

Per svariati anni, la Mostra di Pesaro è stato il festival italiano del cinema più importante dopo quello di Venezia, e il preferito da quei registi – da Pasolini e Bertolucci agli amati sudamericani – che cercavano di battere strade “alternative” negli anni intorno al ’68: e Bruno Torri è rimasto praticamente fino ad oggi a guidare nell’ombra quella storica creatura sua e di Micciché. Organizzatore di grande esperienza, schietto e appassionato nei modi, con un insopprimibile accento del Ponente genovese, ma anche capace di muoversi negli ambienti più complessi, Torri ha avuto poi un ruolo fondamentale nella storia del Sindacato Nazionale dei Critici Cinematografici. Prima perché fu tra i suoi fondatori nel 1971, poi perché quando il Sindacato fu colpito da una crisi improvvisa e devastante, provvide a salvarlo impegnandosi economicamente in prima persona. Una delle tante testimonianze concrete di una persona schiva, ma sempre affidabile e coerente nelle sue scelte morali.