Eric Stark

Triptaminico

Graham St John  Strange Attractor: The Hallucinatory Life of Terence McKenna. MIT Press, 2025

Ci sono stand-up philosophers come stand-up comedians. Ricercatore, guru, intrattenitore: un profilo di T. McKenna (1946–2000) come cultore di paradossi potenziati con DMT e psilocybin, a suo modo bricoleur di verità e finzioni, si definiva già nella autobiografia romanzata True Hallucinations del 1993. Questa e il libro del fratello Dennis oltre a testimonianze, conversazioni e documenti sfuggiti ai roghi degli archivi californiani alimentano lo scrupoloso resoconto, tutt’altro che agiografico, di St John.

I paesaggi invisibili di cui Terence discorreva col fratello, le scommesse visionarie non erano estranee a questo sciamano elettronico figlio di Aldous Huxley (con le “finestre su dimensioni superiori” invece delle “porte della percezione” e qualcosa di Castaneda in più) altrettanto disposto a porre in crisi, nella grazia spavalda dell’oscuro rituale fai-da-te, la nozione pacificata di protocollo scientifico, abbandonandosi al contatto con una voce guida, un logos, in occasione della caccia del 1971 alle sostanze psicoattive nella Colombia amazzonica.

Qualcosa accadde laggiù nella giungla amazzonica, ripeté successivamente, e volse in letteratura la sua vita e il mondo in costruzione letteraria. Ma per quanto stravaganti gli esiti (inclusi contatti con intelligenze aliene) alla base resta l’esperienza psichedelica, il cibo degli dei in grado di ridurre ogni singolo a un misto di estasi e terrore, tremito e paura.

Evangelista delle triptamine il loquace T. McKenna lo divenne dopo l'assunzione fondatrice di DMT nel mezzo degli anni sessanta:  tutto il culto che ne derivò, potenziato dalle sue abilità oratorie, ruotava intorno a quella prima rivelazione giovanile, ovvero l'opzione arcaica al culmine della modernità, ripetizione dell'evento iniziale che fondò l'umanità del sapiens nel consumo dei funghi: gli allucinogeni come agenti evolutivi (Gordon Wasson fu uno dei suoi autori). La modernità, nel suo ispirato profilo “matematico”, non si sarebbe ripresa dalla crisi e dall'abbraccio finale della storia fino a soccombere apocalitticamente in un anno, il 2012, che già aveva preoccupato un altro calendario. Più che da re-incantare, la storia del mondo andava terminata: in un  superamento dei modelli ortodossi della pur giovane, e variamente ricreativa, esperienza psichedelica, il revival arcaico fondava la sua escatologia apocalittica futuristica. Contattare via funghi l’intelligenza aliena travalicava l’espansione della coscienza o l’esplorazione di un inconscio collettivo. Per non condannarsi a pisciare controvento toccava potenziare Jung, al minimo, con Hofmann.

Va riconosciuto a McKenna di essersi sottratto agli esiti letali del dilemma utopia-paranoia, caricando l’inflessione weird della propria religiosità di una tonalità loquace e affabulatoria lontana dal mutismo invalidante e persecutorio di consimili esperimenti tra lampeggiamenti di psicosi e iperspazio. St John arriva a evocare, in modo non del tutto convincente, la figura e le scelte di un altro reietto che sceglie la giungla, il col. Kurz di “Apocalypse Now” (“Psychedelic Soldier” era il titolo della sceneggiatura ai suoi primi stadi). Il cuore di tenebra del Nostro non era abbastanza scuro. Un certo spirito pragmatico, coltivato all’ombra di iniziative e relazioni variamente scettiche, lo portò a interessarsi tanto al commercio di artigianato tibetano o farfalle indonesiane, quanto alla divulgazione di tecniche per la coltivazione di spore “magiche” o alla spedizione di Ganesha imbottiti di sostanze libanesi ad amici americani compiacenti. In attesa dell’investitura di portavoce di un logos incarnato o di una risata cosmica, McKenna si presentava nelle foreste indonesiane o sudamericane in veste di innocuo cacciatore di farfalle per coprire l’effettiva ricerca di allucinogeni esotici, tesoretto di un piccolo commercio in tempi di lotta alla droga nixoniana. Maschere e coperture, ambiguità e miserie non vengono sottaciute da St. John che annota le frequenti imprecisioni circa le date in cui sarebbero avvenuti episodi formativi: salti quantici conoscitivi da trickster mercuriale, tanto più deplorevoli in chi si piccava (a dispetto delle sue insufficienze in algebra) di aver ricevuto una  rivelazione matematica sulla natura del tempo (non senza rapporti con le ricorrenze dell’ I-Ching) in grado di portarlo alla stesura di mappe temporali all’altezza delle teorie pitagoriche o platoniche (eventualmente con dispositivi elfici al posto delle Idee).