
Wolf Bruno
O Nolan o Nessuno
L’Odissea di Chrisptopher
Nolan è stata fonte di polemiche come non se ne vedevano da tempo per un film,
per giunta (o forse per questo) di successo. Si torna a quei paragoni fra testo
scritto e film che sembravano ormai confinati nell’”archeologia del sapere”
quale residuo di un’accoglienza ancora sospettosa riguardo il cinema, oppure,
su un versante più aulicamente prepotente, a vecchie campagne di verità
intascate come quelle di Roderigo di Castiglia (per i più giovani: Palmiro
Togliatti). Che un film sia un film
sembra non interessare Nessuno e che
vada valutato in quanto tale per le sue soluzioni estetiche che, pur sempre
narrativamente connotate, son diverse da quelle della scrittura è evitato
ubriacando la storia, la letteratura, l’antica Grecia, Omero, la Guerra di
Troia, i Proci, i Feaci, la maga Circe, le sirene e … il Calipso melody.
Ciò che viene
rimproverato a Nolan è presto detto: Una Elena di Troia nera, e non la
dolicocefala bionda che ci si aspetterebbe (sarà forse una concessione agli
atteggiamenti “woke” che sarebbe confermata dall’aver
affidato a Eliot Page, nato Ellen Grace, il ruolo del guerriero
Sinone?); un Polifemo effemminato e glabro, il Cavallo
di Troia arenato sulla sabbia, un Ulisse
con poche affinità malgrado sia interpretato dal bravo Matt Damon; e varie
altre osservazioni storico-critiche e letterarie (e i confronti col film di
Camerini o con la miniserie RAI). Come scrivevano i “Vice” quando ancora esisteva
la critica cinematografica sui giornali, si salvano la fotografia e i costumi
(o nemmeno questi?).
Ammetto di aver
ceduto, nelle conversazioni con gli amici, e senza aver visto il film pensate
un po’, a scellerate chiacchiere più o meno ridanciane. Ridere fa bene alla
salute e giova alla compagnia quando si è in compagnia, magari a tavola. Riconosco
pure, ma è senza spiegazioni, di provare una certa qual progressiva antipatia
per il regista che nelle prime prove viceversa mi convinse. Intendo Following, visto tuttavia sul monitor del pc, Memento, Insomnia, The Prestige. Con i Batman, pur riconoscendogli buone realizzazioni, ho cominciato a
nicchiare. Probabilmente Nolan è fra quei soggetti che riescono a tirarmi fuori
(e non solo a me, se si devono giudicare i rabbiosi attacchi a Odissea) quella specie di snobismo che
porta con esagerata e livida presunzione a dubitare che sia meritevole la
celebrità.