
Bo
Botto
Occulto in
poltrona
Peter Forshaw: OCCULTO.
Storia e iconografia. L’ippocampo, 2025
Prima del contenuto scritto del libro è in questo caso opportuno
parlare della veste editoriale e, in generale, delle scelte non solo o
semplicemente grafiche ma oggettuali fatte dalla casa editrice che lo pubblica,
L’ippocampo di Milano che compie proprio in questo 2025 i vent’anni di storia.
Generare sorpresa sembra essere il compito che si sono assegnati gli editori e
ci riescono imponendo in molti casi al lettore bibliofilo larghezza di
soddisfazioni visive e contemporanemente
preoccupazioni per la conservazione dei libri, per come sono concepiti.
L’ispirazione dell’ippocampo come simbolo editoriale venne a Sebastiano Le Nöel e alle sue sorelle quando il padre
Patrick rivelò a tavola che con la loro madre Giuliana intendeva creare delle
raffinate edizioni di libri illustrati. Prima di approdare a Milano la storia
prese corpo in Francia e a Genova, dove ebbe luogo il fatidico pranzo di
famiglia. Ma non si deve credere che l’attività editoriale de L’ippocampo si riduca
a snobistiche leziosità. L’anno scorso, nel centenario della prima
pubblicazione, ebbe a tradurre per la prima volta in italiano A Note of Explanation / A Little Tale of Secrets
and Enchantment from Queen Mary’s
Dolls’ House (Mistero nella casa di bambole) di Vita Sackville
West, una vicenda fantastica buona anche per i più piccoli – racconta di uno
spirito che alberga nella casa di bambole voluta dalla regina - commissionata
nel 1924 alla scrittrice – amica di Virginia Woolf con la quale ebbe un’agitata
relazione – dalla regina Mary, moglie di Giorgio V e nonna di Elisabetta II,
Occulto
in un certo senso è oggettisticamente
il meno originale dei libri pubblicati dal momento che riprende grafica e
colorismo (che son quelli poi della stessa L’ippocampo) dall’edizione originale
inglese della Thames and Hudson uscita nel 2024.
Quanto a contenuti, si tratta di alta divulgazione espressa con efficaci giri
di parole che non intasano il ragionamento e le facoltà mnemoniche. Astrologia,
cabala, magia rituale, alchimia e tutto l’armamentario di quella che è definita
“Occultura” è illustrato a dovere e l’autore, Peter Forshaw è Professore associato di Esoterismo presso
l’Università di Amsterdam.
Il racconto vero e proprio è
intervallato in ogni sezione da una vera e per niente superficiale esperienza
iconologica “warburghiana” che scompone l’immagine
scelta nei vari particolari simbolici. Per la cabala – “tradizione”,
considerata sia un commento mistico alle scritture anche cristiane, con la
svolta di Pico della Mirandola, sia un’appendice magica di ciò che Mosè
ricevette sul Sinai – Forshaw ha scelto il dipinto
che la principessa Antonia di Wutterberg (figlia di
occultista e occultista a sua volta) donò alla piccola chiesa della Santissima
Trinità di Bad Teinach, in
sostanza una enorme pala “didattica” che con figure e architetture riprende il
cabalistico Albero della Vita (dove le dieci sefirot-attributi divini, mettono
in relazione dio col resto del creato).
Martha
Vandrei ha scritto su “Histori today”,
il popolare mensile inglese di storia, che “in parte storia alternativa del mondo, in parte libro da salotto,
sono stata immediatamente catturata
dalle dettagliate analisi visive proposte e poi risucchiata dalle storie di
argomenti occulti”.