Don Piola

Posseduti

 

Grafton Tanner: PURIFICARE IL DIAVOLO. Esorcismo e possessione dopo la morte di dio. Tlon, 2026

All’epoca molto esclusiva, personale, pungente e temutissima critica cinematografica – distante da regole e teorie – Pauline Kael (1919-2001) definì L’Esorcista, il film di William Friedkin del 1973, “il più grande manifesto di reclutamento della Chiesa cattolica, dai più luminosi tempi di La mia Via e Le Campane di Santa Maria”. Grafton Tanner (1990), docente universitario in Georgia, autore di Foreverism e di Nostalgia and Utopia in the Age of Big Tech (esistono le edizioni italiane presso Tlon e Effequ) si concentra per un buon numero di pagine sul film per dare concretezza a un discorso sull’esorcismo nel mondo contemporaneo e del suo riemergere proprio in quegli anni Settanta del XX secolo quando il libro di William Peter Blatty e il film di Friedkin seguivano e andavano a imbottire, senza per altro saturarla, una stagione di risveglio occultistico.

All’inizio poteva sembrare che la Chiesa conciliare avesse preso a sottovalutare i casi di possessione, d’altra parte il Vaticano II si proponeva un aggiornamento dei rituali, compreso quello dell’esorcismo che risaliva al 1614, ma ciò avvenne solo nel 1999,  Quello stesso anno moriva il gesuita e paleografo autodefinitosi “esorcista” Malachi B. Martin il quale non aveva mai smesso di  “sentire l’odore di Satana”  e contemporaneamente alla sollecitudine intorno ai casi di possessione si impegnò a denunciare probabili casi di spionaggio sovietico in Vaticano. Il testimone fu raccolto da padre Amorth, considerato l’esorcista papalino per eccellenza, che ebbe l’ambizione di fornire prove scientifiche del male sia fisico che psichico, accennando alla pratica esorcistica come terapeutica e utilmente diagnostica, mentre in maniera scomposta denunciava come congegno satanico lo Yoga.

Tutto  questo, con alle spalle la lettura di  Kenneth Burke e del sociologo canadese Michael W. Cuneo, serve a Tanner – in altre occasioni più esplicitamente coinvolto nella critica alla retorica liberista  e nell’esame del “realismo capitalista” come vagliato da Mark Fisher - per calarsi nel difficoltoso desiderio di “purificazione” che coinvolge varie forme di esorcismo tipicamente comuni ai sentimenti del capitalistico mondo contemporaneo come sette, new age, lavaggio del cervello, psichedelia, cricche giovanili, Anton La Vey, deprogrammazione ecc. ecc.. Del resto esorcismo e possessione non sono mai scomparsi, sono soltanto cambiati massificandosi: “i demoni sono ovunque ormai e basta una telefonata o un messaggio per contattare un esorcista”.

Dell’influenza che sul discorso pubblico (e sulla psicologia individuale) ha l’argomento “possessione” è sintomatica la cronaca del “satanic panic” di quarant’anni fa nel Nord America quando furono sciorinati migliaia di casi di abusi sessuali, torture, incesti, bizzarrie, sacrifici umani e omicidi sui minori. Tutto ebbe inizio con la pubblicazione del libro Michelle remebers di uno psichiatra che sollecitando il riaffiorare di ricordi rimossi a una sua paziente posseduta da Satana (coautrice) emerse una storia di violazioni con l’intervento del diavolo e di Gesù e Maria. Era tutto inventato ma il panico morale si diffuse attraverso i media fino a conteggiare circa 12.000 casi del genere avvenuti o in casa o negli asili infantili. Il fenomeno non era ancora del tutto esaurito quando non molti anni fa, al momento dell’elezione di Donald Trump a presidente USA si cercò di convincere la pubblica opinione che nelle cantine di una pizzeria avvenissero fatti del genere con traffico di giovani vite umane gestito dalla Sig.ra Clinton.

L’antropologa Felicitas D. Goodman – la quale si occupò di un agghiacciante caso di possessione, quello della scrittrice tedesca Anneliese Michel, morta di denutrizione dopo decine di esorcismi – ragionando su come gli “elevati” del contesto politico e sociale ostentino fra loro irrisione per queste faccende, rileva che a conti fatti la distinzione fra ciò che è accettabile e ciò che non lo è fra le masse tende “a provenire dall’alto”.