
Jean Montalbano
Refusi
Alberto Savinio Refusi. Elliot 2025 | Karl
Kraus Il demone dei refusi. Nino Aragno 2025
Una piccola
antologia sulla fecondità e felicità dell’errore, chiave d’apertura di scene e
fantasticherie impensate, viene raccolta nel libretto di Savinio
che, a latere, non tace il proprio scontento per il libro bell’oggetto
tipografico ma spesso di scomoda lettura preferendogli il maneggevole libro che
si può tenere “con la punta di due dita fuori del lenzuolo”. Vero è che non è
più tempo di monaci cui, dopo averli conservati nel sacco del diavoletto,
rinfacciare post-mortem i refusi accumulati
nell’attività da copisti, né di stampatori pronti a remunerare il passante che
scoprisse mende nelle pagine fresche d’inchiostro esposte alle finestre delle
stamperie.
Georges Brassens non si fece molti amici tra gli stessi
compagni-collaboratori quando per breve tempo fu scrupoloso correttore al
giornale Libertaire, e per saltuari
interventi scelse come pseudo Géo Cédille
[cediglia] a segnare la sua ostinata attenzione per virgole e parole, fino a
dichiararsi, col persistere di lagnanze e insofferenze, lui, incorreggibile
e dimissionaire.
Si tramanda che
circolino rarissimi esemplari di una Bibbia confiscata del 1710 con lo strano
comandamento “Commetterai adulterio” dovuto all’omissione della negazione.
Segno che da Gutenberg in avanti l’inevitabilità dell’errore s’accompagnò alla
religiosa osservanza: la solida realtà del piombo tipografico liquidata
dall’atto mancato o fatale. Pensiamo ancora all’indicazione rivolta in un
messale francese al sacerdote che si appresta all’elevazione di “ôter sa culotte” invece che “ôter sa calotte”. “L’epoca odierna, scrisse Kraus, la sua
tragedia, la riconosci dagli errori di stampa, quelli che attribuiscono al
bardo inglese un Re Lehar. Vero è che se, come il pretore, l’autore
“minima non curat”, allentando la briglia allo
stampatore, il disastro è in agguato. Ma dacchè le
tecniche digitali hanno disintermediato anche il settore librario
(o almeno ridotto le mediazioni umane e fallibili) la fantasiosa
imponderabilità dei refusi si è fatta più rara (salvo l’auspicabile margine
d’errore dei lettori ottici o l’azzardo emblematico anticipato e calcolato
dalle “pagine marezzate” alla Sterne). Verosimilmente fu un errore relativo
alle cifre romane a generare la leggenda di sant’Orsola e delle undicimila
vergini massacrate dagli Unni. L’iscrizione Sancta Ursula XI M.V. (XI Martiri
Vergini) divenne XI Millia Virginum.
Svista feconda, a modo suo, rilanciata dal giovane Apollinaire autore di Les Onze Mille Verges.